Recensione del libro “La politica raccontata ai ragazzi”
La politica raccontata ai ragazzi

Recensione del libro “La politica raccontata ai ragazzi”

”La politica raccontata ai ragazzi. Perché può essere bella, perché puoi farla anche tu!” di Giuliano Pisapia e Lia Quartapelle, edito da De Agostini

Spesso si percepisce la politica come un’organizzazione o un sistema molto lontano da noi, come se non toccasse tutti gli aspetti fondamentali della nostra vita. Non è colpa dei più giovani se non sanno bene come approcciarvisi, perché spesso siamo noi adulti a sottolinearne solo gli aspetti negativi, più burocratici, senza mostrare quanto entusiasmo possa pervaderci nell’essere attivi politicamente.

La considerazione fondamentale da fare, infatti, è che la diffusione capillare della partecipazione politica avviene soprattutto grazie a chi è molto più giovane; nelle scuole, ad esempio.
La grinta degli adolescenti è capace di difendere i diritti dei più deboli in modo molto più interessato, nel cercare soluzioni a problemi della quotidianità, a pretendere che le voci di tutti siano ascoltate e non più in balìa del vento.

Incoraggiare i giovani alla politica

Tantissimi papà (e anche mamme, ovviamente!) sono interessati a capire come coinvolgere i figli verso l’attività politica per occuparsi dei problemi che affliggono la nostra comunità.
Non solo per trasmetterla ai nostri figli, ma anche per ritrovare in noi la scintilla di ciò che ci ha spinti, in primis, a lottare per i nostri diritti. Di fatto, solo se possediamo noi passione per ciò che circonda, saremo in grado di tramandarla.

Le proteste, i confronti, l’ascolto, sono parti fondamentali per essere i primi attori della nostra vita, ma solo l’azione e l’impegno consentono di ottenere risultati e, se i giovani sono il nostro futuro, perché non investire proprio su di loro? Nel libro vengono raccontate tante storie e citate tante persone che non erano in politica ma che hanno avuto un ruolo fondamentale nello scenario storico, culturale e sociale del loro tempo. Secondo gli autori, infatti, è importante far capire ai ragazzi che la politica è formata da più livelli d’impegno, ed è facile esserne protagonisti se si vuole, anche partendo dal basso.

L’esempio di Greta Thunberg

L’esempio e la narrazione, nel libro, di un personaggio come Greta Thunberg sono simbolici e ben centrati.
Questo perché si parla di una persona che è partita proprio negli anni più importanti della sua vita.
A 14 anni si ha un’idea di ‘mondo ideale’ che raramente viene stroncata delle ingiustizie della società che ci circonda, il ‘mondo reale’ che a volte riesce a sembrarci molto cinico.
E proprio l’impossibilità di restare cieca le ha permesso di parlare, protestare, presentare discorsi e idee ai grandi del mondo, chiedendo di cambiare il loro atteggiamento indifferente e non curante verso il futuro di ognuno di noi e dei nostri figli.
Il suo impegno, inoltre, ha fatto il giro del mondo coinvolgendo migliaia di studenti (e non) nei Fridays for Future, manifestazioni pacifiche in difesa dell’ambiente.
Questi risultati sono di tutti, perché la politica è generosità e voglia di condividere.

L’impegno per migliorare

Il libro insegna come farsi un’opinione e portarla avanti nonostante ci siano persone che possono andarci contro e questo è l’aspetto più bello che un genitore possa insegnare ai propri ragazzi, rendendo la nuova generazione più matura, più consapevole e partecipe.

Altro discorso presentato dall’Onorevole Lia Quartapelle, molto interessante e veritiero perché vissuto da lei stessa in campo, è quello di un gruppo di studenti milanesi che, sin dall’inizio della pandemia di Covid, ha deciso di protestare per migliorare l’organizzazione delle lezioni in didattica a distanza.
Ciò che ha attirato la sua attenzione, in particolare, è la concretezza delle proposte che gli studenti facevano.

Politica in famiglia

Un’altra cosa che potremmo fare, non è solo raccontare la politica, ma viverla insieme. La famiglia è il primo nucleo in cui ci si forma come persone e come cittadini, ed è quindi fondamentale (come viene spiegato nel libro) parlare insieme ai nostri figli, creare dibattiti durante il tempo condiviso e, se ci sono opinioni contrastanti, cercare un punto in comune e i fatti che attestino tutto ciò che stiamo dicendo. Sui giornali, su internet, per creare un senso critico il cui fine ultimo non sia solo criticare, ma far pensare e creare ragionamenti sensati.

La politica raccontata ai ragazzi

La potenza della comunità è spiegata bene nel secondo capitolo, in cui si definisce bene la figura di ‘politico’. Intanto, viene spiegato che non bisogna parlare di una singola persona, ma di un gruppo. I politici, in quanto persone, non sono in grado di poter governare senza l’aiuto l’uno dell’altro e vengono definiti come ”specialisti di questioni generali”, cioè individui capaci di cogliere la connessione tra vari argomenti diversi che compongono la società, il nodo centrale di diversi saperi. Così, unendo la conoscenza in diversi campi, si è ”in grado di fare” e questo è possibile solo tramite l’attività sul campo.

Il libro “La politica raccontata ai ragazzi”, con un linguaggio semplice, spiega quanto sia importante il senso di collettività, tendersi verso l’altro, fare gruppo. È consigliato a tutti i genitori che vogliono incanalare in modo preciso la voglia di fare dei propri figli pre-adolescenti e adolescenti, dandogli uno strumento che li renda capaci di conoscere e capire cosa provano quando non riescono a stare in silenzio di fronte a un’ingiustizia, strutturare questa sensazione, farla diventare trampolino di lancio per cambiare, ottenere e migliorare tutto ciò su cui possiamo mettere le mani.

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