Durante la gravidanza tu e la tua compagna avete macinato manuali su manuali di pedagogia, delineato insieme il concetto di una perfetta genitorialità e vi immaginate come una coppia ideale di genitori che non sbagliano mai un colpo. Poi il frugoletto arriva e con lui le preoccupazioni, le notti insonni, il rigurgito sulla camicia appena indossata. Diciamocelo in tutta sincerità, il bambino ci mette a dura prova e fa vacillare in un millesimo di secondo tutte le belle parole lette sui libri. I nervi cedono e spesso deroghiamo a uno dei principi cardini della buona educazione: non litigare davanti a un figlio.

Le reazioni del bambino

In un mondo ideale dovresti “congelare” direttamente la discussione per riprenderla poi in un secondo momento, lontano dal bambino. In realtà spesso non ti rendi nemmeno conto di aver iniziato un battibecco con la tua compagna. Lo capisci quando arriva il primo epiteto poco carino nei confronti di tua madre e quando gli occhi di tuo figlio iniziano a scrutarvi con preoccupazione. Non ha importanza l’età del bimbo in quanto a colpirlo non è soltanto il linguaggio ma il tono, magari aggressivo o nervoso, e la vostra postura. Lui percepisce lo stato emotivo che ha invaso la stanza, anche se non afferra il contenuto del vostro dialogo. Per voi è un litigio che verrà superato di sera davanti a un calice di vino e una coperta per due, ma per lui?

Litigare davanti ai bambini: le piccole regole che aiutano

Dato per scontato che qualche volta ci scappa la litigata davanti ai figli, ci sono alcune cose che tu e la tua compagna dovete assolutamente evitare di fare. La prima è cercare un alleato in vostro figlio. Il pargolo non è chiamato a fare il tifo per nessuno perché non può e non deve assolutamente scegliere uno dei due. Allo stesso modo, anche se il litigio con tua moglie ti ha irritato pure la cistifellea, evita di parlare male di lei davanti al ragazzo. Stessa cosa per la gentil consorte. Se avete bisogno di sfogarvi, chiamate un amico.

Non riconoscere il linguaggio del corpo può rappresentare un problema. Non possiamo evitare lo scontro ma possiamo riconoscere quando la nostra rabbia sta diventando eccessiva. A me ad esempio si irrigidisce il collo, a un mio amico inizia a battere un piede all’impazzata. Sono segnali che possiamo abilmente sfruttare a nostro favore per fermarci in tempo ed evitare che la situazione degeneri.

Parla con tuo figlio

Spesso, dopo aver litigato, ci rinchiudiamo nel silenzio e abbandoniamo la stanza. Il bimbo rimane lì con un fagotto emotivo da interpretare senza aver le armi emotive e cognitive adeguate. In questo caso è necessario parlare con lui, spiegargli che anche le coppie felici possono essere in disaccordo e che la rabbia è un’emozione da comprendere e da superare. Rassicuralo anche su un fattore fondamentale: lui non è assolutamente responsabile della vostra lite, non è colpa sua. Inoltre, è sbagliato anche non fare la pace davanti al bambino perché un bacio o un abbraccio valgono più di mille parole.

E per finire un consiglio utile che arriva direttamente dagli psicologi americani. Sai quando le coppie litigano di più? La mattina prima del lavoro e al rientro a casa, due momenti in cui lo stress è molto alto sia per la paura di far tardi sia per la stanchezza accumulata dopo una lunga giornata. Quindi organizzati! Medita prima di colazione tra uno sbadiglio e l’altro, fai yoga in metro o esercizi di respirazione nell’ascensore ma torna a casa (o alzati dal letto) il più possibile calmo e sereno.

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Silvio Petta

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