Arrivi a casa stanco e con il solo desiderio di farti una doccia e sprofondare nel divano. Tuo figlio però ha altri piani. Ti basta aprire la porta per sentire la sua vocina che ti chiede “Papà giochi con me?“. Impossibile resistere a quegli occhioni. La doccia diventa uno slalom velocissimo e dopo cinque minuti sei pronto a lottare contro draghi e dinosauri oppure a mettere il vestito della festa a Barbie & co. Questa scena consueta, che si ripete più o meno in tutte le famiglie, ha un forte valore psicologico. Secondo uno studio britannico pubblicato su Infant Mental Health Journal, i bambini che giocano con il proprio papà crescono più intelligenti e sicuri di sé.

Il gioco stabilisce una forte connessione emotiva tra padri e figli. È un potente passe-partout che ti regala la preziosa possibilità di entrare con calma nel mondo di tuo figlio, di creare un rapporto di fiducia con lui. Secondo lo psicologo Lawrence Cohen, osservarlo mentre dà libero sfogo alla sua creatività ti permette di comprendere il suo modo di rapportarsi al mondo, come se ne appropria e come tenta di risolvere i conflitti. Averti al suo fianco gli permette di sperimentare, capire e crescere. Il contatto fisico con il proprio papà stimola la produzione di ossitocina, l’ormone dell’amore, una sostanza capace di abbassare lo stress e l’ansia, favorendo l’empatia e la naturale propensione verso gli altri.

“Papà giochi con me” a volte è una frase che ha la capacità di metterti con le spalle al muro. Non è soltanto colpa della stanchezza legittima dopo una giornata di lavoro. A volte ti senti inadeguato. Sei uscito dall’infanzia già da un po’ e hai difficoltà a calarti nel mondo fantasioso di tuo figlio. La tua immaginazione è limitata, debole. Inoltre il gioco per il cervello adulto, abituato a misurare le cose in base alla loro produttività, può sembrare inutile. Eppure l’attività ludica è il lavoro di tuo figlio, una cosa seria. E lo è veramente perché giocare, secondo gli psicologi, contribuisce a sviluppare le 8 forme di intelligenza elaborate da Howard Gardner nel 1983.

Il gioco con tuo figlio ti permette di regalargli un set di abilità che riempie, giorno dopo giorno, la sua personale “cassetta degli attrezzi“, ovvero quell’insieme di competenze, abilità e sentimenti che gli permetteranno di affrontare il mondo. All’inizio, dopo la nascita, questa cassetta non contiene un granché. Saranno i genitori ad aggiungere con il tempo gli “attrezzi” necessari. E il gioco è il mezzo più potente, allegro e diretto per sviluppare le abilità e le competenze fondamentali per conquistare un futuro luminoso. Infine un ultimo aspetto sul quale ti invitiamo a riflettere. Il ruolo di entrambi i genitori nel gioco è complementare ma diverso. La mamma incoraggia il senso di collaborazione e di affettività. Il tuo compito è diverso. Attraverso il gioco e grazie alla tua figura, puoi insegnare a tuo figlio lo spirito d’avventura, la capacità di camminare su sentieri inesplorati, superando i propri limiti e uscendo dalla propria zona di comfort.

, , ,
Silvio Petta

I papà sono sbarcati in rete, seguici su Facebook - Twitter - Google+ e, presto, sul nuovo sito

Post simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.