Chi compra ecologico in Italia

Fino al 2017 questo fenomeno di consumatori che prediligevano i prodotti ecologici rispetto a quelli di stock erano una nicchia, un trend che ad oggi risulta variato, coinvolgendo anche noi papà in questa classifica, passando dal 29% del 2017 al 52% degli italiani nell’anno successivo.

Perché inserire prodotti ecologici nel proprio carrello della spesa

Le motivazioni sono molte, partendo dal rispetto per l’ambiente e l’amore per i paesaggi e la fauna che li abita, fino alla cura per i nostri figli. Noi papà abbiamo un dovere civico nei loro confronti: tutelare la loro salute partendo dal cibo che gli mettiamo in tavola. Scegliere ecologico significa rinunciare a pesticidi e prodotti chimici di sintesi, preservare la maturazione originale dei frutti senza stimolarla con l’uso di gas serra (come nel caso delle banane). Ma lo facciamo davvero?

Il ruolo dei papà nella scelta dei giusti prodotti al supermercato

Fare la spesa è un momento davvero impegnativo per noi papà, tutti quegli scaffali, lo stesso prodotto riproposto in molteplici marchi e confezioni. Quale sarà quello giusto? Sarà d’accordo la mia compagna nel suo acquisto o ne avrebbe preso un altro? Domande che ci attanagliano ad ogni corsia. E adesso questa fissazione del biologico. Ci sentiamo tutti un po’ Greta Thunberg mentre lottiamo contro la deriva del nostro ecosistema. Ma poi siamo costretti a farci i conti in tasca e questi – spesso – non tornano.

Quando il biologico è molto più caro del confezionato

Rileggiamo la lista della spesa e partiamo dal reparto ortofrutticolo. Nel cestello ci sono le arance, eppure è estate questa non è la loro stagione. Più in fondo ecco anche i kiwi, stessa storia. Saranno sicuramente di importazione. Puntiamo pure sulle fragole, andiamo sul sicuro. Tre picchi di prezzo: da un euro a confezione fino a 3,90 euro. E questa differenza così acuta? Si tratterà sicuramente di fragole biologiche. Sì ma con gli stessi soldi compro quattro confezioni di quelle di agricoltura tradizionale. E quindi cosa faccio?

La scelta è dettata dal buonsenso

Scegliere bio per noi papà è come rifiutare l’utilizzo della plastica: un’idea nobile ma spesso irrealizzabile. Ci abbiamo provato tutti ad andare in ufficio con la borraccia e ricaricarla al boccione a disposizione del nostro piano, quanto è durata la nostra abnegazione? Tre giorni al massimo. Ci sono delle abitudini così radicate che la loro prevaricazione richiederà tempi molto lunghi. Pasta secca del supermercato a 50 centesimi o bio ricavata dal grano del Senatore Cappelli a 4 euro? Il buonsenso sceglierà il giusto equilibrio fra la salute ed il portafogli. Nella variabilità degli alimenti può risiedere il segreto; del resto è la dose che fa il veleno.

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