IIl 21 agosto scorso è uscito nelle sale italiane po’ remake in live action de “il Re Leone”, il celebre cartone animato della Disney la cui prima edizione era stata prodotta nel 1994.

Senza addentrarci sulla qualità prettamente cinematografica, vogliamo parlare della visione delle relazioni genitori-figli e di come sono descritti i ruoli delle figure adulte di riferimento per il piccolo Simba.

Alzi la mano chi non ha sentito un velo di commozione durante il discorso di Mufasa al cucciolo: con la sapiente costruzione della scenografia, la qualità dei dialoghi e lo stesso atteggiamento dei protagonisti che contribuiscono a creare un clima di serenità ma allo stesso tempo di solennità, le parole del padre rappresentano bene quello che ciascun papà vorrebbe dire al figlio e ciò che desidera il figlio tragga come insegnamento: il sottile equilibrio fra il coraggio e la prudenza, la ricerca del miglioramento continuo di sé, i viaggi verso l’esplorazione del mondo che diventano esplorazioni di Sé.

Cosa significano quelle parole per un genitore? Vogliono dire e rappresentare una importante responsabilità educativa: “Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie a un delicato equilibrio”: ed è questo equilibrio che ciascun genitore dovrebbe insegnare ai propri figli.

E, siccome dietro a un grande leone c’è sempre una grande leonessa, Sarabi è una madre che concede al figlio il tempo dell’attesa. Fedele al “patto coniugale” con il suo Re Leone – Mufasa – Sarabi non arretra di un millimetro nella speranza (ma per lei è la certezza) che il giovane Simba sarà in grado di superare le avversità e tornare a coprire la posizione a cui per la quale è nato.

Che papà e mamma hanno fatto un ottimo lavoro, si vede nel rapporto con Scar, dapprima Simba non crede che uno zio possa trarlo in inganno, ma da giovane adulto inizia a far valere i valori con cui è stato allevato: l’onestà e l’impegno a fare del mio meglio per raggiungere i miei obiettivi. Non c’è posto per l’esercizio del potere in forma cinica e malvagia.

Quanto è attuale, oggi, il Re Leone e cosa possiamo apprendere per la relazione con i nostri figli?

Mufasa prova a proteggere il figlio con le unghie e con i denti (letteralmente), gli spiega come funziona il mondo, quali saranno i suoi doveri, i suoi impegni ma anche gli aspetti piacevoli dell’essere Re. Lo ammonisce pesantemente quando il cucciolo disubbidiente infrange le regole, lo abbraccia e gli fa sentire l’amore del genitore quando ha compreso che il cucciolo aveva necessità di fare quell’esperienza.

Mufasa è stato presente per un tempo brevissimo nella vita di Simba, ma i suoi insegnamenti non sono venuti meno per il piccolo aspirante Re Leone. Egli ha instillato un messaggio che – nel tempo – e a distanza di molti anni hanno portato il figlio a riprodurre, rivivere i valori tramandati dal padre. Padre tecnicamente perfetto: dà regole e limiti con amore e fermezza.

Sarabi è la compagna fedele sempre, anche quando ha la certezza che il suo compagno non tornerà. Lei custodisce il valore della fedeltà. Fedele ai valori e al ruolo, in assenza dei suoi maschi, è lei a difendere e tramandare i valori del re, diventando, al femminile il punto di riferimento per le leonesse attuali e la futura regina, Nala. Non si sostituisce al re, rimane la regina, moglie fedele e madre orgogliosa, sicura che Simba tornerà. Perché è sicura che, insieme al padre, hanno fatto un ottimo lavoro.

E rimane, oltre agli occhi lucidi, un grande insegnamento: le imprese migliori, si fanno in squadra!

Eugenio & Paola

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