Secondo un recente sondaggio un adolescente trascorre in media 9 ore al giorno davanti allo schermo di un telefonino. Siamo di fronte a un pericolo? Il problema non sta nell’uso del telefono, ma semplicemente nell’abuso. Screditare questi oggetti non ha senso perché spesso demonizzare fa il gioco dei demonizzati. Il rischio quindi è che di fronte a un diniego assoluto e troppo autoritario i nostri figli siano ancora più attratti dai dispositivi tecnologici. Il trucco è distoglierli con intelligenza, mostrandogli con calma e pazienza che esiste un mondo offline altrettanto bello e interessante.

Facciamo un diario


Incoraggiamo i nostri figli a tenere un diario per prendere nota del tempo passato davanti allo schermo. Mettere nero su bianco le proprie abitudini aiuta a capire e a rendersi conto se effettivamente siamo di fronte a un eccesso. Non solo, questo consiglio permetterà anche di stimolare un confronto sereno con l’adolescente, uno spazio condiviso dove c’è posto solo per il dialogo e non per il divieto secco e privo di spiegazioni.

Dai il buon esempio


Spesso non ci rendiamo conto che siamo i primi ad avere lo smartphone in mano tutto il giorno e questo non è certo un buon esempio. Iniziamo a spegnerlo quando siamo a casa oppure semplicemente a controllarlo prima di andare a dormire. I nostri figli ci osservano con attenzione e imparano dai nostri gesti.

La distrazione programmata


La distrazione programmata è utile soprattutto per i ragazzi che studiano con lo smartphone accanto. Secondo Larry Rose, autore dell’articolo “Conquering Digital Distraction,” può essere utile proporre ai nostri figli di spegnere il telefono per un quarto d’ora alla volta. Questo meccanismo, utile soprattutto quando fanno i compiti, permette al cervello di non essere bombardato da mille stimoli, di recuperare concentrazione, di elaborare e classificare i concetti appresi, senza inutili distrazioni.

Offriamo alternative

Anni fa gli psicologi ci avrebbero detto che un ragazzo deve fare i conti con la noia. Verissimo, ma ormai i nostri figli, grazie anche alla quantità incredibile di attività verso le quali li spingiamo sin da piccoli, non sanno come riempire i momenti vuoti. In questa fase è cruciale proporre nuove attività, stimolarli con arguzia e intelligenza. Organizziamo giochi, gite, portiamoli a vedere un film o una mostra.

Gli amici


L’amicizia è un valore fondamentale. Per i nostri figli spesso, l’unico modo di coltivarla è attraverso le chat di WhatsApp. Mostriamo loro la possibilità di avere un rapporto “offline” con i propri coetanei. Portiamoli al parco, stimoliamo la socialità organizzando merende a casa nostra oppure incoraggiamoli a seguire sport di gruppo. Il fine è quello di togliere quel senso di alienazione che inevitabilmente lo smartphone porta con sé.

Fermezza, amore e pazienza. La soluzione per distogliere i nostri figli dall’uso eccessivo del telefonino è tutta in queste 3 parole, pilastri di una genitorialità attenta e consapevole.

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Silvio Petta

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