Mio figlio è un bullo

Tuo figlio a scuola è un bullo. Magari un po’ te lo aspettavi o forse sei caduto dal quinto piano senza paracadute. Fatto sta che questa realtà non ti piace nemmeno un po’. La rabbia fa capolino tra un caffè e un appuntamento di lavoro, ti chiedi cosa avete sbagliato tu e la tua compagna, dai la colpa agli amici, alla società, a Internet. Insomma rischi di entrare in un labirinto di sensi di colpa che, in questo momento, non servono né a te né a tuo figlio.

La parola d’ordine, parafrasando una canzone di qualche anno fa, è “Ci vuole calma e sangue freddo”. Apprendere che tuo figlio ha causato intenzionalmente dolore e umiliazione a qualcun altro non è una cosa semplice da digerire. Anche se ti sembra di aver imboccato una strada senza uscita, in realtà puoi fare molto per aiutare il tuo ragazzo a liberarsi da questa spirale di prevaricazione e violenza.

Come comportarsi

Lavora su te stesso

Il primo step? Uscire dall’eccessiva psicanalisi. Ti sembrerà un paradosso ma noi siamo la generazione cresciuta sulla scia di una psicologia infantile che, in qualche modo, ci ha condizionato molto in merito all’educazione dei nostri figli. Françoise Dolto, ad esempio, diceva che i bambini hanno soltanto diritti mentre gli adulti solo obblighi o il famoso dottor Spock era per un’educazione molto permissiva e liberale, salvo poi ricredersi nell’ultima parte della sua vita. Spesso dimentichiamo il buonsenso e la praticità. Cadiamo frequentemente nella trappola del “troppo”: i nostri figli sono super belli, super bravi, super stimolati e noi genitori iperprotettivi. Creiamo dei piccoli sovrani convinti che tutto gli sia dovuto.

Ascolta con calma

Prova ad ascoltare con calma il preside o il genitore del bambino bullizzato e informati il più possibile sull’accaduto. Scopri cosa intende fare la scuola o la famiglia del ragazzo. Mantieni un atteggiamento costruttivo e sereno. Un adulto arrabbiato non è il miglior presupposto per risolvere questo problema.

Fai domande

Siediti con il tuo ragazzo e, invece di aggredirlo, percorri un sentiero fatto di domande e risposte. Per aiutarlo ad uscire da questa situazione hai bisogno di sapere perché si comporta così. Chiedigli perché ha ferito l’animo del suo compagno, cosa ha provato e come intende riparare la situazione.

Spiegagli i danni del bullismo

Forse tuo figlio prende troppo alla leggera il bullismo. In questo caso devi spiegargli i danni e le ripercussioni sulla vita sociale ed emotiva della vittima. Non temere di essere troppo duro. I ragazzi hanno bisogno della verità.

Crea empatia e insegna la gentilezza

Per capire l’impatto di un episodio di bullismo è necessario mettersi nei panni della vittima. Per farlo hai a disposizione un’arma molto potente: l’empatia. Spingi il tuo ragazzo a chiedersi cosa ha provato il suo compagno, le sue sensazioni o il suo disagio. Prova a proporgli uno scambio di ruoli, spingendolo a immaginare per un po’ di essere lui il bullizzato. Questo escamotage lo aiuterà anche a uscire dalla convinzione che si rimane bulli per sempre!

Chiedere scusa

Chiedere scusa è semplice ma complicato perché vuol dire assumersi le proprie responsabilità, riconoscendo gli errori e i comportamenti violenti. Parla con tuo figlio ed escogitate il modo migliore per chiedere perdono perché non basta soltanto dirlo, occorre dimostrare con i fatti il proprio pentimento.

Parla delle tue aspettative

Sii chiaro e fagli presente cosa ti aspetti da lui d’ora in poi, insistendo sul fatto che andrà incontro a delle conseguenze se gli episodi di bullismo non cesseranno all’istante.

Dai il buon esempio

Il collega ti ha fatto arrabbiare? Mandalo a raccogliere ravanelli in Uzbekistan prima di arrivare a casa. Varcata la soglia, dovrai evitare di mostrare comportamenti e parole rudi verso il prossimo. L’empatia si impara e tu devi dare il buon esempio.

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Silvio Petta

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