La nascita di un figlio è un evento che rompe i normai equilibri che la coppia ha avuto fino a quel momento. Momento di gioia, ma anche di stanchezza, di fatica nell’affrontare la quotidianità e nel ritrovarsi come uomo e donna, oltre che come papà e come mamma.

Nel periodo subito dopo la nascita si parla molto di depressione post partum delle mamme, ma quando sono i papà ad andare in depressione?

Si manifesta con umore triste, fatica ad affrontare la quotidianità (e non solo perché si dorme poco) e maggiore aggressività verso la compagna, che si esprime con litigate, mancanza di empatia, mancanza di aiuto nell’accudire il bambino. La depressione paterna ha un’insorgenza più tardiva rispetto a quella materna, diversi studi evidenziano come la sintomatologia compaia tra il terzo mese e un anno dopo la nascita.

Studi scientifici evidenziano come la depressione paterna si manifesti soprattutto quando la madre non risente di nessun disturbo post partum ma, anzi, si sente da subito adeguata e a suo agio nel nuovo ruolo di mamma. A livello psicologico il fatto che lei si occupi del bambino senza apparentemente avere bisogno di aiuto, e il fatto che si dedichi quasi esclusivamente al neonato fa sentire i papà predisposti esclusi dalla diade madre bambino e esclusi anche dalla vita della nuova compagna che loro percepiscono come totalmente immersa nel nuovo ruolo e non più la compagna e donna di prima. Questo aumenta in loro la frustrazione e da qui l’aggressività che si esprime con litigate continue e con maggiore chiusura del papà verso la mamma. Questa maggiore chiusura fa sì che la mamma si dedichi ancora di più al neonato aumentando la frustrazione del papà.

Cosa fare? Intanto, ed è bene ripeterlo all’infinito, ricordarsi che un figlio nasce da due persone. Diverse nei ruoli, diverse nel coinvolgimento fisico ma ha bisogno di due genitori. Se una mamma riesce a essere una mamma adeguata è perché c’è un papà che riesce a permetterlo occupandosi di lei e del bambino. Seconda cosa, la depressione è associata ad alti livelli di testosterone. In padri che accudiscono i propri figli il testosterone è più basso, quindi occuparsi del proprio figlio permette, a livello chimico, di abbassare questo ormone e di abbassare l’aggressività a esso collegato. A livello psicologico permette di non vedere il neonato come un nemico che ha portato via la mamma, ma di conoscerlo e imparare ad amarlo, e permette alla mamma di essere più libera e quindi di poter pensare a sua volta al compagno, tornando a essere, ogni tanto, la donna e non solo la mamma.

Affrontare insieme, parlarne insieme, non avere paura di dire cosa non va è un buon antidoto. Dove questo non basta, è opportuno rivolgersi a uno specialista che indagherà le cause dello stato depressivo e aiuterà a uscirne per poter essere veramente felici della nuova vita di coppia e di famiglia.

Paola Francesca Lattanzi

Sono psicologa, psicoterapeuta familiare e mamma alla terza di una piccola squadra al femminile.

Grazie alla mia professione e alla triplice esperienza della maternità, ho approfondito molto i temi legati al momento in cui si diventa genitori, con tutte le emozioni e le paure collegate a questo importante stravolgimento di vita. Attualmente dedico gran parte del mio lavoro a supportare i genitori (sia quelli che lo sono da poco che quelli che pensano di diventare nonni a breve).

Silvio Petta

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