Cari Superpapà, diciamo la verità, quando parliamo di parto a noi viene in mente solo il momento della nascita di nostro figlio. Sì, è vero, il culmine sarà proprio quello ma il modo di farlo potrebbe essere molto differente.

Qui trovate le maggiori alternative esistenti in modo da scegliere consapevolmente e responsabilmente insieme alla vostra compagna come avverrà uno dei momenti indimenticabili della vostra vita.

Parto naturale

È quello consigliato da tutte le ufficiali linee guida in ambito sanitario: dall’Organizzazione mondiale della Sanità, dal Ministero della Salute e persino dall’Unicef.

Avviene per via vaginale e, in assenza di patologie o problematiche particolari, è quello più frequente. Di sicuro per la donna non è molto piacevole perché molto doloroso ma oggi a questo si può ovviare con l’anestesia epidurale. In questo caso il parto avviene con la piena partecipazione della donna, che manterrà integra la sensibilità e continuerà ad avvertire le contrazioni uterine anche se in modo non doloroso.

Parto cesareo 

Si tratta dell’alternativa più praticata al parto naturale.

È a tutti gli effetti un intervento chirurgico e, per questo motivo, avviene in sala operatoria.

Si effettua in anestesia ed avviene praticando un’incisione addominale.

Di solito si sceglie il parto cesareo in presenza di situazioni particolari tra le quali patologie materne, presenza di un feto di grandi dimensioni o mal posizionato (ad es. podalico), in caso di parto gemellare in modo da scongiurare l’insorgenza di complicanze.

Parto indotto

Normalmente il ginecologo sceglie questa soluzione quando la donna non entra in travaglio in modo spontaneo trascorse 2 settimane dalla data presunta del parto e si vuole comunque evitare il parto cesareo.

In questo caso le contrazioni uterine vengono provocate attraverso la somministrazione di farmaci come le prostaglandine o l’ossitocina. Attenti però che in questo caso il parto risulterà molto doloroso!

Parto in acqua

Si tratta di un parto naturale che avviene però all’interno di una vasca piena di acqua calda.

Avviene ovviamente sempre con il supporto di un’ostetrica ed ha il grande vantaggio di essere meno doloroso e con un travaglio di minore durata. Non è da sottovalutare anche l’impatto sul neonato che passerà direttamente dal liquido amniotico a nuotare in una vasca d’acqua calda in compagnia della mamma!

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