Mamma e papà vanno al lavoro: come lo si spiega ai figli?

Mamma e papà vanno al lavoro: come lo si spiega ai figli?

Spiegare il lavoro di noi genitori ai bambini: si può

Ogni figlio vorrebbe tenere con sé il suo papà e la sua mamma per tutto il giorno, eppure questo non è possibile, perché il lavoro incombe e loro sono spesso affidati alle nonne o alle babysitter. Un gesto che i nostri figli possono ritenere inspiegabile, invece si può spiegare e – con un po’ di fiducia nei nostri pargoletti – le loro reazioni sapranno stupirci.

In che modo spiegargli la nostra assenza in casa durante il giorno

Spiegare ai nostri figli l’importanza del lavoro si può e si deve fare. Si possono tentare due approcci, il primo chiama in causa la passione. Far capire ai nostri figli che il papà e la mamma hanno studiato tanto, sin dalla loro età, per riuscire ad ottenere il lavoro dei sogni che gli permette di uscire di casa contenti e rientrare in casa felici, di riabbracciare il proprio bambino, è anche uno stimolo verso l’importanza dello studio, che loro stessi potrebbero prendere ad esempio. Una valida alternativa può essere quella che punta sul lato economico del lavoro, far capire ai nostri figli che tutto ciò che indossano o l’attività che svolgono hanno un costo e che solo lavorando possiamo permettere loro tutto questo.

Come rimediare al tempo perso da passare insieme

Ottimizzando quello che abbiamo a disposizione la sera e nel weekend. Giù le mani da quel computer, le mail di lavoro possono aspettare l’indomani in ufficio. Proviamo invece a creare dei giochi da fare tutti insieme, anche il controllo dei compiti a casa per il giorno dopo può essere un momento di qualità da trascorrere insieme, quello in cui i nostri figli ci espongono i loro dubbi sul mondo, speranzosi di trovare in noi papà le risposte più opportune. E il nostro tendergli la mano verso la crescita deve essere il nostro dovere prioritario.

Evitare la non comunicazione per non ritrovarci figli/estranei

Quando passiamo troppo poco tempo con i nostri figli, per altro non di qualità perchè siamo noi papà troppo distratti da smartphone, TV e attività extrafamiliari, relegando tutto il potere educativo a nonne e babysitter, ci ritroviamo figli estranei. Questo diventa chiaro nelle due settimane di vacanze estive in cui la comunicazione tarda ad ingranare e noi ci rendiamo conto di non conoscere neppure i loro gusti o le loro abitudini. La chiave per evitare tutto ciò è la sincerità ed il dialogo con i nostri figli.

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