taglio del cordone ombelicale

Il cordone ombelicale: conservare o donare le cellule staminali?

Cosa farne del cordone ombelicale al momento della nascita?

Il cordone ombelicale è il canale che permette al feto prima, al nascituro nei mesi seguenti, di nutrirsi a partire dalla placenta della mamma. Da qualche decennio si è scoperto che esso non è solo fonte di nutrimento pre – nascita ma è una valida risorsa di cellule staminali emopoietiche dal potenziale potere salvavita. Dunque il dubbio sulla sua conservazione per un uso eventuale personale o donazione ad una banca delle staminali a favore della collettività è dilagante fra tutte le neo mamme e i neo papà al momento del parto. 

Le banche pubbliche per la raccolta e la conservazione di sangue cordonale

Fino a qualche tempo fa al momento del parto si gettava via tutto, non esisteva il dubbio di cosa farne del cordone ombelicale poichè esso stesso finiva gettato insieme alla placenta. Evidenze scientifiche negli anni hanno però dimostrato che esso è fonte inesauribile di cellule staminali utili per il trattamento di malattie del sangue ed autoimmuni, così la scelta di conservarlo è diventata obbligatoria. Il sistema sanitario nazionale permette a noi papà, insieme alle nostre compagne, di scegliere se donarlo alle banche pubbliche per la raccolta e conservazione del sangue cordonale, a titolo del tutto gratuito. Le banche raccolgono i cordoni, estraggono il sangue, lo conservano e rendono disponibile la propria banca dati con tutti i dettagli di compatibilità, pronte a donare questi campioni all’intera collettività al momento del bisogno.

Le banche di raccolta privata e l’uso esclusivo del sangue ombelicale del nostro nascituro


Ad affiancarsi alle banche pubbliche troviamo la possibilità per noi genitori di decidere di conservare per noi queste cellule, nell’eventuale e sciagurata possibilità che al nostro bambino possa in futuro essere diagnosticata una patologia del sangue o una malattia autoimmune, in banche private. Queste banche permettono la conservazione esclusiva e la procedura che va dalla raccolta del cordone ombelicale, all’estrazione delle staminali dal sangue cordonale all’effettiva conservazione, ha un costo di 2000 euro. 

L’incerta efficacia del trapianto autologo 

In alcuni casi si è visto che – affinché il trapianto delle staminali risulti efficace – è necessario che queste vengano da un donatore compatibile ma estraneo al corpo stesso. Nel caso infatti di una malattia autoimmune, le cellule staminali raccolte e conservate dal paziente stesso contengono il difetto genetico che invece si mira a correggere. L’utilizzo del trapianto eterologo risulta essere l’unica soluzione.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin