A volte capita che i nostri bambini si agitino o si innervosiscano, spesso non riusciamo a capirne neanche i veri motivi quindi si assiste ad un’escalation di urla, capricci e pianti.

Ma come possiamo evitare tutto ciò?

Lavoriamo sull’antecedente

La prima cosa da fare è sicuramente quella di evitare di scatenare ansie e agitazioni. Impariamo a capire quali sono le situazioni disturbanti per i nostri figli ed evitiamole. Ambienti troppo rumorosi? Confusione? È l’ora di mangiare? Queste e molte altre possono essere condizioni che creano stress nel bambino, il suo sistema nervoso ancora non completamente maturo ha difficoltà a comprendere e gestire stimoli troppo forti. La soluzione è evitare o allontanare il piccolo da situazioni che sappiamo possano essere per lui difficili da controllare.

Di sicuro questo è il rimedio migliore ma a volte non è perseguibile quindi si scatena la “crisi”. Come possiamo aiutare il nostro piccolo riportandolo alla calma?

Ascoltiamolo!

Il pianto, il capriccio, le urla di un bambino sono segno di disagio. Il bambino ci sta comunicando che è in difficoltà e non riesce da solo a trovare una soluzione. Fermiamoci e ascoltiamolo guardandolo negli occhi, facciamogli capire che stiamo lì per lui e che vogliamo aiutarlo.

Il no deve essere no

Se il capriccio scaturisce dal “no” è dovuto al senso di frustrazione che sta provando per non aver ottenuto ciò che desiderava. Un “no” deve sempre rimanere “no” ma deve anche esser sempre accompagnato da un’alternativa. Proponiamogli qualcosa di diverso che possa piacergli ugualmente e pian piano i capricci cesseranno.

L’importanza del “posto tranquillo”

Spesso ad un bambino innervosito che sta piangendo e che si agita è sufficiente essere circondato da tranquillità. Siamo noi i primi a dover essere tranquilli e, per aiutarlo, portiamolo in un luogo silenzioso ed accogliente. Organizziamo in casa o nella sua camera una zona di “decompressione”, con tappeti e cuscini per sperimentare quel silenzio e quella pace di cui tanto hanno bisogno.

Rilassiamoci con la musica

Molti bambini traggono giovamento dall’ascolto della musica. La musica giusta può anche favorire l’addormentamento. Figuriamoci poi l’effetto se, invece di essere ascoltata da uno stereo, la musica viene dalla bocca di mamma e papà! Cantiamo ai nostri bambini perché all’effetto calmante della musica si aggiunge quello rassicurante di voci per lui familiari.

Un caldo abbraccio

Non c’è nulla al mondo che calma un bambino come un caldo abbraccio. Non è un luogo comune, esiste una spiegazione scientifica al beneficio dello stringere a sé un bambino agitato.

Nei bambini il sistema nervoso non è completamente maturo, i processi che regolano la capacità di fermarsi dopo uno stimolo “ansiogeno” (la classica risposta di fuga-attacco che avviene in situazioni stressanti) a volte non si avviano automaticamente. Se un bambino non riesce a far partire la calma dentro di sé dobbiamo aiutarlo noi a farla partire dal di fuori: la compressione del corpo, il sentirsi “costretto” avvia il processo di rilascio di particolari sostanze che agiscono da calmanti e riportano alla tranquillità il nostro piccolo.

Quindi abbracciate i vostri figli perché sono veramente i tanti i benefici da cui trarre giovamento!

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