I papà del nuovo millennio, fortunatamente, sono sempre più presenti nella fase della prima infanzia dei loro figli. Tutto ciò è naturalmente positivo, ma è innegabile spesso si sacrifichi  la forma fisica per l’esigenza di trascorrere in famiglia sia le serate dopo il lavoro, sia il week end, periodi che prima potevano essere dedicati all’allenamento.

Nasce quindi l’esigenza di trovare una forma di attività che rappresenti uno svago per i bambini e che sia allo stesso tempo una forma di “training” per i papà. Ecco, quindi, che il parco giochi può diventare una palestra e il pupo può essere paragonato al carico (o peso) da sollevare, con grande divertimento per entrambi. Il bambino crescendo aumenta il “carico allenante”, permettendo al papà un continuo adattamento degli stimoli al grado di allenamento.

ESERCIZI D’ALLENAMENTO AL PARCO GIOCHI PER SUPERPAPÀ

ALL’ASSE BASCULANTE

Ponetevi dallo stesso lato del bambino se questo è molto piccolo, o dal lato opposto se il bimbo è già in grado di reggersi da solo senza rischi. Nel primo caso (stesso lato), la spinta sull’asse viene effettuata con le braccia a livello dell’asse stessa o delle maniglie, rappresentando quindi un ottimo esercizio per i muscoli tricipiti e pettorali, a patto che le braccia lavorino in maniera simmetrica. Se invece il papà si pone dall’altro lato e si siede, l’esercizio diventa una sorta di “Squat facilitato”, dove piegando e distendendo le gambe, il peso del bambino toglie parzialmente il carico.

SULL’ALTALENA

I movimenti di trazione e soprattutto di spinta che ogni papà effettua migliaia di volte, possono diventare una forma di allenamento per braccia, pettorali e dorsali. E’ da notare che più l’altalena va veloce e meno ha bisogno di essere spinta; potremmo quindi pensare di intensificare lo sforzo, inserendo delle frenate e delle ripartenze, modalità che diverte molto i fanciulli, a patto che il bambino sia ben fissato sul seggiolino.

A CORPO LIBERO

Ponetevi di fronte al bambino con i piedi paralleli alla stessa larghezza del bacino e afferratelo saldamente con le mani ai lati del tronco, appena sotto le ascelle; distendete contemporaneamente le gambe e le braccia verso l’alto, bloccando per qualche secondo il bambino sopra la vostra testa. E’ un’ azione che può diventare molto impegnativa sia per le gambe che per le spalle, ricordando molto da vicino l’azione di slancio dei pesisti. Il problema è che i bambini non si stancano mai di effettuarla! I papà più atletici e spregiudicati potranno provare a far “volare” il pupo sopra la testa riafferrandolo al volo.Con le gambe divaricate, afferrate il bambino nuovamente sotto le ascelle e fissate i vostri gomiti ai lati dell’addome; da questa posizione effettuate delle flesso-estensioni delle braccia senza staccare i gomiti, stimolando così intensamente la muscolatura dei bicipiti.

Portate il bambino con l’addome sulla vostra spalla e con entrambe le mani afferrategli saldamente le caviglie; sollevate quindi le gambe del bimbo e portatelo dietro la vostra schiena, piegando le braccia. Eseguite quindi nuovamente delle flesso estensioni delle braccia, che in questo caso saranno a carico dei tricipiti.

Attenzione: esercizio da effettuare solo se il bambino gradisce, perché la posizione a testa in giù spesso lo spaventa.

BOX

Un altro attrezzo utile è il passeggino, possibile strumento per un allenamento di tipo aerobico, utile per il sistema cardiovascolare e per smaltire i grassi accumulati. Una camminata a passo svelto è sufficientemente stimolante data la resistenza offerta dal passeggino stesso. Per chi invece è molto allenato e vuole cimentarsi nella corsa, è sconsigliabile effettuarla con i passeggini tradizionali, dato che è sufficiente una buca o una curva un po’ stretta a provocare il ribaltamento; esistono in commercio dei modelli di “passeggini da corsa” che presentano normalmente tre ruote paragonabili a quelle della bicicletta, rendendo molto più sicura e confortevole questa attività.

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