Dopo il successo al Giffoni Film Festival 2018, dove ha vinto il premio come miglior film nel segmento +6, è in uscita l’8 novembre sui grandi schermi d’Italia il film Otzi e il Mistero del Tempo, pellicola prodotta da One More Pictures in collaborazione con Rai Cinema.

Otzi e il Mistero del Tempo è un film ben riuscito per bambini e ragazzi con una trama avventurosa che si intreccia con il fascino della storia, il tutto contornato dalla meravigliosa scenografia dell’Alto Adige.

Otzi è l’homo sapiens dell’età del Rame che più di 5.000 anni fa si avventurò sulle gelide cime dei ghiacciai della splendida Val Senales equipaggiato di pellicce e armi destinate alla caccia.
Fu ritrovato per caso nel 1991 da una coppia di turisti tedeschi completamente mummificato e congelato insieme ai suoi abiti e ai suoi arnesi rudimentali.
La notizia di questa eccezionale scoperta archeologica fece il giro del mondo: Otzi, l’uomo del ghiaccio, ha attirato più di 5 milioni di visitatori da tutto il mondo nell’antico palazzo che ospita il Museo Archeologico dell’Alto Adige nel centro storico di Bolzano.

Sapendo di dover lasciare la sua città per sempre, l’undicenne Kip e i suoi amici passano a salutare Otzi per l’ultima volta. E qui, nel Museo Archeologico dell’Alto Adige succede qualcosa di straordinario.
Il protagonista del Museo, la mummia più tatuata al mondo, magicamente si risveglia e viene a contatto con gli increduli ragazzini.

Dopo 5.000 anni di sonno forzato Otzi scopre le meraviglie e le contraddizioni del 21° secolo e, cosa più importante, instaura un rapporto d’amicizia con Kip e i suoi compagni.

Il gruppo di amici intraprende un’avventura emozionante tra le alture dell’Alto Adige colma di magie, risate e inseguimenti mozzafiato.

E’ la storia fantastica di una profonda amicizia tra Otzi, l’uomo sapiens ritrovato in Alto Adige, e un gruppo di ragazzini alla soglia dell’età più complicata della loro vita, quella adolescenziale.
Insieme riscopriranno valori fondamentali della nostra esistenza, quali l’amicizia e il coraggio.

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Silvio Petta

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