Siamo in piena gravidanza, o nell’ultima parte (il famigerato “terzo trimestre”). Per la mamma è passato da un po’ il tempo delle nausee e arriva quello dei mal di schiena, arriverà anche quello dei calci e delle “testate” dall’interno… e noi papà?!

Per i papà è il momento di tirare su le maniche, se non si è già fatto: cambiare macchina per una più spaziosa… tinteggiare la nuova cameretta…  montare qualche armadio in più… fare un corso avanzato di “sopportazione suocera”… e (scherzi a parte) stare vicino alla nostra compagna.

Le normali attività quotidiane diventeranno per lei sempre più faticose, si sentirà spesso stanca e sonnolenta, avrà voglia di riposare proprio quando avevamo deciso di andare a fare lo spesone settimanale. E non solo. È certo che i nove mesi sono un periodo di grandi trasformazioni, non solo per la nascita del primo figlio sia per la coppia che per i singoli genitori e non tutti gli uomini reagiscono allo stesso modo: ci sono quelli che non vedono l’ora di imparare a cambiare il pannolino e quelli che sono preoccupati di riuscire a fare bene tutto.

Le profonde modificazioni prodotte in questo periodo non sempre lasciano indenne l’equilibrio personale e di coppia. Sulle difficoltà che incontra la donna in questa fase si sono spesi – giustamente – fiumi di inchiostro. Meno chiaro e certamente meno scontato è cosa succede ai papà… i ritmi del sonno e della giornata saranno drasticamente modificati, e il crescente carico di responsabilità saranno un mix esplosivo. Per questo motivo, è molto importante che il futuro papà sia coinvolto (e si coinvolga!) direttamente sia durante la gravidanza che subito dopo il parto. Entrambi i neogenitori dovranno trovare del tempo da dedicare alla “manutenzione” della coppia.

Alcuni consigli pratici per allenarsi a essere Super-papà in attesa

  • Agire, fare! Il papà può essere un eccellente collaboratore domestico… fra la cena e la partita di Champions’ League ci sarà la tavola da sparecchiare e i piatti da lavare (o, per i più fortunati, la lavastoviglie da riempire). Bene, non è detto che debba farlo sempre la donna. E, anzi, se lo fa lui… significherà anche che indirettamente si sta prendendo cura di lei! Alla fine, si tratta sempre di un modo per sentirsi utile e trovare una propria fondamentale collocazione nell’equilibrio familiare e casalingo. Se il papà può aiutare, anche nella gestione delle faccende pratiche, la mamma sarà più serena e disponibile a vivere dei momenti di svago in coppia.
  • Pazientare! Avete idea di quanto può essere logorante avere a che fare con un neonato?! Bene, la pazienza sarà la principale competenza da allenare… in assenza del neonato effettivamente “nato” potete esercitarvi con alcuni adulti instancabilmente petulanti (giusto per avere una pallida idea). Alla fine imparerete a inventare nuovi giochi, a fare le “vocine” quando leggete una storia, a disegnare e anche a preparare la merenda.
  • Confrontarsi! Prima di tutto parlare con la propria compagna e poi, perché no, anche con gli altri padri: capire come si comportano gli altri può essere un buon parametro per valutare ilproprio impegno. E superpapa.it è fatto apposta per offrire una piattaforma di dialogo, confronto e rassicurazione.
  • Essere se stessi! Di tanto in tanto torna il quesito amletico “papà” o “mammo”. Il secondo termine lascia un po’ intendere che il papà dovrebbe anche occuparsi di cose che solitamente fa la mamma e provare a farle ugualmente bene. Nulla di più sbagliato! Uomini e donne, dal punto di vista psicologico, sociologico e familiare hanno ruoli e funzioni diversi! La mamma generalmente ha un istinto altamente protettivo nei confronti del bambino. I papà hanno il compito di accompagnare i bambini alla scoperta del mondo esterno, stimolando i piccoli a esplorare e cimentarsi con le cose nuove. Si può dire semplificando che la mamma tenderà a tenere un po’ più vicino e il papà a spingerlo un po’ oltre, un dolcissimo elastico entro il quale si creeranno nuovi equilibri e l’appagamento per tutta la famiglia.

Eugenio De Gregorio

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