A chi vuoi più bene a mamma o a papà? Quante volte abbiamo sentito questa domanda un po’ sciocca da amici, parenti e persone incontrate per caso, come se le due figure non avessero pari importanza. Esse sono complementari e fondamentali per lo sviluppo del piccolo, tuttavia, oggi vediamo una figura bistrattata in gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino, auspicando che ciò porti un po’ di lustro a questi poveri personaggi che sembra siano sempre lì per caso.

Chi sono questi personaggi?

I papà, ma certo!  Figure sottovalutate e strapazzate, che in realtà, rivestono una funzione importante nello sviluppo del piccolo.

 

Friedrich Nietzsche disse: “Chi non ha un padre dovrebbe procurarsene uno”.

 

Vediamo insieme in quali passaggi e tappe è importante il ruolo del papà …

La gravidanza …

Vi starete chiedendo cosa possa entrarci il papà con la gravidanza vero? Ebbene, il papà è importante in gravidanza, poiché, grazie alla sua capacità di accogliere le ansie materne induce, di riflesso, un enorme benessere sul buon proseguimento della gravidanza stessa e sulla crescita intrauterina del piccolo. Il papà, inoltre, è importante anche riguardo al contatto che ha con il piccolo attraverso il ventre materno. Le carezze che il papà fa sulla pancia della mamma, non sono solo un vezzo come in molti credono, ma sono il primo passo per quello che sarà il futuro legame con il nascituro.

Nascita e accudimento …

Alla nascita, sovente, c’è l’erronea convinzione che il piccolo dipenda totalmente dalla mamma, niente di più falso. Ricordiamoci che il papà ha contribuito alla sua nascita e già questo gli conferisce importanza, in secondo luogo egli, accudendo il piccolo nell’igiene e ove necessario nell’allattamento misto, sarà decisivo per lo sviluppo emotivo e psicologico del bambino. I bambini amati e accuditi diventano adulti sereni e sicuri di se con un elevato tasso di stima in se stessi, affinché ciò sia possibile, è necessario che il padre, al pari della madre svolga un ruolo fondamentale e complementare nella crescita e nell’accudimento dell’infante.

Molti colleghi hanno come punto di riferimento riguardo all’importanza paterna e in generale il rifiuto da parte dei genitori, una ricerca fatta da Ronald Ronher e Abdul Khaleque.  Successive informazioni per chi volesse, può trovarle nel seguente testo: Rohner, R.P. e Khaleque, A. (2005). Handbook for the study of parental acceptance and rejection

Father and son

Io prendo come punto di riferimento i miei ricordi d’infanzia e le osservazioni fatte lungo il mio percorso professionale, ma ciò che maggiormente prendo in considerazione è la logica. Siamo tutti concordi nel ritenere deleteria l’assenza del papà in caso di separazioni o abbandoni, attribuendogli l’importanza che ha nella crescita dei piccoli. Non sarebbe meglio dare importanza al padre quando è presente e non considerarlo indispensabile esclusivamente se accade una catastrofe in famiglia?

La ricerca di Rohner e Khaleque conclude che i bambini, in risposta al rifiuto da parte dei genitori, non solo tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, ma risultano anche più ostili e aggressivi nei confronti degli altri. Il dolore del rifiuto tende a ripresentarsi in età adulta, rendendo più difficile instaurare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner.

Infanzia …

Nell’infanzia i bambini imparano a osservare il mondo con i propri occhi, avendo sempre i genitori come punto di riferimento. Le sensibilità differenti fra uomo e donna insegnano al bambino a osservare il mondo da più punti di vista. Gli uomini, in genere più pragmatici, aiutano i bambini nella scoperta del mondo attraverso qualche giochino più pazzerello. Le mamme tendono a essere iper protettive, tuttavia, evitando generalizzazioni banali si potrebbe dire che in questa fase, i papà avendo maggiore audacia, permettono al piccolo sempre nuovi traguardi, aumentando la fiducia in se stessi.

Adolescenza …

L’adolescenza è considerata da sempre un periodo di rottura, con il mondo infantile e di rottura con la famiglia di origine, in realtà non si considera l’aspetto fondamentale dell’adolescenza, l’inadeguatezza. L’adolescenza è una fase di completamento, il piccolo si ritrova a passare da bambino a uomo e questo comporta un senso di manchevolezza che influenza i suoi sentimenti e i suoi comportamenti. Tutti noi dovremmo ricordarci quel passaggio, inoltre, dovremmo considerare la differenza individuale che si determina nel corpo e nelle emozioni. Alcuni bambini durante l’adolescenza presentano corpi da uomini, incastrati in atteggiamenti da bambini, altri ritardano lo sviluppo fisico ma sono avanti in quello psicologico. Ci si ritrova quindi a non saper cosa fare. I genitori e in particolar modo i papà in questa fase hanno il compito di farli sentire ancora una volta accolti, rispondendo anche alle domande che potrebbero essere più imbarazzanti. Parlare con i propri figli è il passo fondamentale che ogni individuo e in particolar modo il papà deve fare. Siamo cresciuti in una società, dove ai papà non era insegnata l’espressione dei suoi sentimenti, egli era la figura autoritaria di cui temere. Oggi sappiamo che non è così, che gli uomini al pari delle donne, hanno un’elevata sensibilità, differente nei tempi e nei modi, ma pur sempre presente. Questo bagaglio di emozioni deve essere utilizzato per accogliere le paure e le domande dei figli, essendo presente quando è necessario e mantenendo la giusta distanza per non apparire invadente. Tutto ciò sarà determinante per lo sviluppo dei nostri piccoli e farà di loro degli adulti consapevoli e sicuri.

 

Rosaria Uglietti – Una mamma psicologa

Mi chiamo RosariRosaria Ugliettia Uglietti, sono Psicologa e Mamma di una bambina di tre anni, questa nuova fase della mia vita, ha fatto si che decidessi di intraprendere un nuovo percorso, il sostegno alle donne in un momento delicato quale la gravidanza.

La mia esperienza con i bambini nasce nel periodo universitario, quando per guadagnare qualche soldo decido di utilizzare il mio diploma magistrale e inizio a lavorare nelle scuole dell’infanzia come educatrice, per poi proseguire nel periodo estivo negli alberghi.  Ho esperienza nel campo del primo soccorso pediatrico, ho lavorato in strutture alloggio per minori a rischio e giovani madri maltrattate. Oggi mi occupo di sostegno alla gravidanza e alla genitorialità.

Mi sono resa conto, nonostante le esperienze lavorative e i libri letti, che essere genitori e di conseguenza la genitorialità è cosa ben diversa.  Ho un sito che si chiama Mamma Psicologa https://unamammapsicologa.com.

Lo scopo di questo blog, al pari del mio sito in cui mi occupo di piccoli, è quello di parlare del quotidiano, di ciò che significa essere genitori e soprattutto essere madri. Di mettere a disposizione delle neo mamme le mie esperienze quotidiane, sostenute dalle mie conoscenze professionali.

Nel tempo, tuttavia, ho ritenuto giusto dare spazio anche ai papà, troppo spesso dimenticati dalle  mamme, tra gli sbalzi umorali della gravidanza e del post gravidanza, si tende ad escluderli un po’, anche se è sempre sbagliato generalizzare.

Propongo le mie esperienze e quanto mi è stato utile nel quotidiano, senza erigermi a maestrina, ma con la consapevolezza che essere madri a volte diventa complicato e una mano fa sempre piacere. Buon viaggio !

Rosaria Uglietti 

 

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Silvio Petta

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