Il Troglomammo potrebbe essere lapidariamente definito come un uomo volenteroso, ma che sempre uomo rimane. Facendo una rapida analisi sociale, si potrebbe tranquillamente affermare che il normotipo del maschio moderno corrisponda al modello del Troglomammo. I Troglodita sono prossimi all’estinzione; i Mammi troppo rari per fare testo.

Il Troglomammo è quindi l’anello di congiunzione fra l’uomo che ti strappa le mutande a morsi e quello che partorirebbe al posto tuo perché convinto che non saresti mai all’altezza della situazione.

Diciamo che è tutto sommato un esemplare con un suo equilibrio: non piange al cospetto della reclame della Plasmon, ma non disdegna di ripulire il fasciatoio da un’alluvione di diarrea, se necessario, e all’occorrenza è anche in grado di aggiustare uno scaffale della cucina o di avvitare una lampadina senza farla esplodere.

Il Troglomammo è la naturale evoluzione dei nostri nonni o, se vogliamo, dei nostri padri, che avrebbero preferito farsi gambizzare piuttosto che svolgere una funzione anche lontanamente somigliante all’allevamento del bebè.
I papà moderni sono molto più presenti, decisamente più coscienti del fatto che il loro compito di genitore non si esaurisca con un frettoloso deposito di seme nel ventre materno, e che la faccenda implichi un coinvolgimento emotivo e fisico decisamente più sostanzioso.

Quindi, aiutano in casa, cambiano i pannolini, danno il biberon al piccolo e non si vergognano di comprare la Gazzetta dello Sport con un pigmeo di tre chili infilato in un marsupio. Sporadicamente, può capitare di vedere due papà che parlano di cacca lenta o di adenoidi, che si scambiano con un sorriso orgoglioso le foto dei pargoli, che contattano con competenza il pediatra per un consulto, e che partecipano con sincero entusiasmo alla recita di Natale.  È confortante per una madre poter contare sull’appoggio di compagni del genere, è liberatorio poter fare affidamento su un aiuto concreto senza lasciarsi sopraffare dal senso di colpa.

Cosa si può davvero contestare a un Troglomammo? Il fatto che sia intelligente, ma che non si applichi fino in fondo.

Questa vi sembra una critica da maestrina? Forse, ma il paragonare gli uomini a degli scolaretti è un azzardo che segue perfettamente un suo filo logico: per quanto un’insegnante si sforzi di plasmare un alunno indisciplinato, questi è destinato al 90% a rimanere un soggetto senza alcuna voglia di recepire i suoi precetti.

Facendo le dovute similitudini: a un Troglodita si perdona il fatto che non sia in grado di lavare un paio di calzini a mano; non ce la fa, non rientra proprio nella sua natura; a un Troglomammo, invece, non è consentito sbagliare candeggio oppure infilare per errore la maglia del calcetto rosso nel carico della biancheria candida. Con un pizzico di attenzione in più, e visto che tutto sommato è un alunno volenteroso, potrebbe agevolmente evitare questi piccoli incidenti. È proprio per questo che i suoi errori ci appaiono intollerabili.

Come sopra affermato, il Troglomammo è l’anello di congiunzione fra il Mammo e il Troglodita, ma sempre uomo rimane. E quindi ci fa comunque incavolare, non fosse altro per rispettare una logica femminile alla quale una mamma, per centouno e più motivi, non può certamente sottrarsi.

di Luana Tronchetti,  autrice de “Le mamme non mettono mai i tacchi a spillo”
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