Il Troglodita è un uomo fermamente convinto che le donne vadano conquistate a colpi di clava sull’occipite

e quindi condannate a vita a prendersi cura della caverna e di figli partoriti con il solo conforto di un falò acceso con la pietra focaia. Lui va a caccia, lei deve arrostire le costate di mammut, difendere la prole dagli attacchi delle tigri con i denti a sciabola e mantenere pulita la tana. Questa, in estrema sintesi, è la sua concezione del ménage coniugale.

Quando si ha la sciagurata idea di concepire un figlio con un soggetto del genere si generano problemi insormontabili. Nel momento in cui si diventa mamma, l’attenzione si direziona tutta su un minuscolo esserino che richiede cure continue e, per forza di cose, non si ha più né il tempo né la pazienza di sopportare le pretese assurde del cavernicolo.

Si tenta allora un addomesticamento tardivo, con risultati spesso sconfortanti.

Chiedere a un tizio, che ha sempre lanciato la biancheria sporca sul pianerottolo della dirimpettaia, di andare a comprare un litro di latte equivale a sovvertire le regole dell’equilibrio interplanetario.

di Luana Tronchetti,  autrice de “Le mamme non mettono mai i tacchi a spillo”
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