Il soggetto in questione è un saccente rompiscatole che conosce meglio di te a quale settimana di gestazione sei arrivata, che divora trattati di pedagogia, che si iscrive segretamente ai siti per future mamme con nickname melensi e chatta ad oltranza di emorroidi e piedi gonfi con donne sconosciute.

Il Mammo ti leva il fiato, ti toglie le forze e ti rende molto più isterica di qualsiasi altra donna incinta del pianeta.

È in grado di trasformarsi in tempi brevissimi in un esperto di accessori per bambini e urla come un’adolescente in piena sindrome premestruale di fronte a vezzosi vestitini e coprifasce. Il Mammo è l’unico uomo presente al corso di preparazione al parto proprio la sera in cui c’è la finale della Coppa dei Campioni, è il solo che ha imparato alla perfezione a fare la respirazione Lamase, mentre tu e le altre donne, teoricamente più interessate all’argomento, siete cadute addormentate dopo un paio di goffi tentativi.

Il Mammo se la prende con Madre Natura per averlo privato delle tette,

perché si alzerebbe volentieri di notte al posto tuo per allattare; dopo un paio di mesi di insonnia ad oltranza è il tuo turno per maledire Madre Natura perché invece, tu, le tette ce l’hai.

di Luana Tronchetti,  autrice de “Le mamme non mettono mai i tacchi a spillo”
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