Diciamoci la verità: la nostra epoca è una vera fregatura. Abbiamo tutto, eppure sentiamo quel qualcosa scorrere su di noi, quell’angoscia che deriva dall’idea che alcuni valori siano andati persi, sacrificati sull’altare di una società che si guarda troppo allo specchio per non comprendere che il vero male alberga semplicemente dentro di sé.

Siamo padri di oggi, siamo uomini che hanno assunto una consapevolezza nuova e forse dato vita a una svolta epocale. Almeno per quella che è la versione stereotipata di famiglia, un qualcosa che ha ceduto ormai da troppo tempo il passo a un modo nuovo di essere famiglia e di produrre interazione all’interno del proprio nucleo. Sono nuove sfide, che ci troviamo a dover affrontare senza l’appoggio di alcuni paletti che forse in passato, in una società magari più povera ma al contempo più coesa, avrebbero reso tutto più semplice. Una dimensione che vive ancora nei piccoli centri ma che si sta progressivamente perdendo anche, appunto, all’interno delle singole famiglie. E no, non è sempre e solo colpa nostra, è questione di ritmi che cerchiamo di gestire al meglio.

 

Questa è l’era della disgregazione. Tutto viene disintegrato, vivisezionato, e quindi ricomposto in forme che dovremo – prima o poi – spiegare ai nostri figli. Una generazione che senza dubbio chiederà conto di determinate scelte, di prese di posizione (o di mancate tali…) che hanno trasformato il nostro mondo nell’arena perfetta, in quel “tutti contro tutti” che pare ormai essere il vero sport più amato. Eppure in cuor nostro abbiamo la sensazione che ciò non possa funzionare. Attraverso le pagine di Superpapà abbiamo scoperto storie, ci siamo commossi per padri in difficoltà e per uomini la cui dignità ci ha dimostrato che no, non è tutto perduto.

 

Ripartiamo da qui, insieme. Con una semplice pacca sulle spalle. Virtuale, certo. Ma chissà che, prendendoci l’abitudine, non possa diventare un gesto concreto, una sorta di cenno d’intesa per tutti i papà che si confrontano, ridono e piangono sul web.

 

Siamo qui, siamo i papà di oggi. E se la speranza non c’è, non potremo fare altra che andarcela a prendere.

 

 

 

Emanuel Di Marco

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