Il 2018 si è aperto con una buona e una cattiva notizia per noi genitori: quella buona è che il Congedo di Paternità sale a cinque giorni dai due dell’anno precedente. Di questi cinque giorni, quattro sono obbligatori e uno facoltativo.

La cattiva notizia è che in Italia c’è ancora tanto da fare rispetto agli altri paesi europei dove si incoraggiano i padri a prendersi una pausa dalle carriere per occuparsi dei loro piccoli.

Un problema di mentalità oltre che economico, evidentemente.

Eppure qualcosa si muove, il cambiamento è in atto! Ci sono diverse proposte di legge depositate in parlamento che propongono di allungare questo benedetto congedo di paternità obbligatorio a 15 giorni.

Riccarda Zezza con il suo egregio lavoro ci ha confermato come la paternità sia un valore aggiunto per un lavoratore: la paternità migliora molte competenze quali la pazienza e la capacità di gestire problemi complessi. Migliora la comunicazione tra colleghi e rende le persone più responsabili.
E quelle giornate trascorse a tu per tu con un figlio restano indelebili nel cuore.

Ci sono aziende all’avanguardia in Italia che anticipano i tempi della politica e offrono ai neo genitori soluzioni efficienti per trovare un buon equilibrio tra vita professionale e vita famigliare.

Il gruppo assicurativo francese Axa un anno fa ha introdotto una nuova politica parentale per i suoi dipendenti sparsi nel mondo. I neo papà possono usufruire di un congedo di paternità di 4 settimane, interamente retribuiti anche nel caso di un’adozione.

Abbiamo incontrato Gabriele Mellia, anni 29,  PMO di Axa Italia. E’ da poco diventato padre di Stefano e non ci ha pensato un attimo a sfruttare il congedo parentale offerto dalla sua azienda.

Ciao Gabriele, la nascita di un figlio stravolge sempre i ritmi di una coppia che lavora.
Quanto è stato utile per te e per tua moglie poter rimanere a casa e occuparti in prima persona del nuovo arrivato?

L’innovativo congedo parentale offerto da Axa è stato un’opportunità preziosa, riguardo al supporto a mia moglie dopo il parto che le ha concesso un rientro più sereno a casa e ci ha permesso di muovere insieme i primi delicati passi da genitori. Si è trattato del nostro primo figlio, perciò è stato particolarmente importante poter avere l’opportunità di trovare insieme soluzione alle prime sfide: le coliche, l’avvio dell’allattamento, le prime visite di controllo, i risvegli notturni… 

Quali sono state le difficoltà iniziali e come le hai superate?

Lo sbalzo ormonale che la mamma affronta subito dopo il parto, le prime notte insonni per accudire il piccolo, le visite e le aspettative di nonni e parenti: si tratta di momenti speciali che necessitano di calma, cura e attenzione. Solo così, nel reciproco ascolto e dialogo, ho potuto trovare con mia moglie le nostre risposte da neo genitori.

Quali i momenti e i ricordi che ti porterai sempre dentro?

Il primo vagito di Stefano mentre lo affidano alle mie braccia commosse, il primo sguardo scambiato con mia moglie subito dopo il parto, il primo pannolino cambiato sotto gli occhi indagatori dell’infermiera.

Cosa ne pensi del Congedo Parentale, perché i papà non dovrebbero perdere l’occasione di accudire i figli sin da piccoli?!

Sono momenti unici. I figli hanno bisogno del papà fin da subito, così come le mamme hanno bisogno dei loro compagni. Inoltre nella società attuale i ruoli in famiglia non sono più così distinti: un papà può cambiare un pannolino così come una mamma può decidere di tornare presto al lavoro. Concedere il Congedo Parentale ai papà è un segno di grande modernità, maturità, di amore e rispetto verso la famiglia.

Ben detto Gabriele, sei proprio un Superpapà!

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Silvio Petta

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