In un momento in cui il dibattito sulle diversità che ci circondano non è mai stato così vivo, Baby Alive arriva in Italia e si pone come obiettivo quello di trasferire ai bambini e agli adulti valori positivi e importantissimi: inclusività e diversità.
Bionde, brune, di colore e a breve anche asiatiche, le Baby Alive sono tutte diverse tra loro e parlano sia italiano che inglese.
E a proposito di inclusività, anche i maschietti possono giocare con Baby Alive, sfruttando la “modalità papà”.

Educare i più piccoli alle differenze e al rispetto delle diversità grazie a una bambola. Parità di genere, uguaglianza e un particolare riguardo nei confronti della multietnicità e dell’importanza delle lingue straniere. Ecco le basi della rivoluzione gentile e garbata firmata Baby Alive, perché siamo tutti uguali e sono i bambini i primi a pensarlo. Le bambole più reali, attuali e tecnologiche di sempre lanciano un messaggio forte e chiaro a tutti, genitori in primis. Perché valori così importanti e imprescindibili non si imparano sui libri di scuola, ma guardandosi intorno in ogni momento, soprattutto nei momenti di gioco. Adesso, quindi, bambini e bambine potranno divertirsi con la Baby Alive che preferiscono, e per Sophie mi scappa la pipì, la bambola di punta di Baby Alive per il 2018 potranno farlo scegliendo tra diverse etnie, con il relativo colore della pelle e dei capelli diverso l’una dall’altra. Contro ogni pregiudizio e con la certezza che un mondo migliore, decisamente più aperto e tollerante, è possibile. Il segreto è partire dal basso, trasmettendo ai bambini questi concetti sin dai primi anni di vita. Anche grazie ai giocattoli, unendo l’utile al dilettevole.

 

Le Baby Alive già disponibili nel mercato italiano sono bilingue e rispondono agli stimoli dei più piccoli anche in inglese. Una vera rivoluzione nel mondo dei giocattoli, soprattutto se è addirittura possibile scegliere due modalità di gioco, “mamma” e “papà”. Ebbene si, con le Baby Alive ci potranno giocare anche i maschietti. Senza alcuna differenza di genere, bensì personalizzando ancora di più l’esperienza di gioco e permettendo ai più piccoli di immedesimarsi maggiormente in quel momento, provando le stesse sensazioni di mamma e papà quando loro sono venuti al mondo. Un esempio? La più grande tra le Baby Alive, Sophie mi scappa la pipì: sta crescendo e imparando sia a usare il vasino, sia a parlare, tanto da riuscire a pronunciare almeno 50 frasi e canzoncine diverse. Per dire definitivamente addio ai pannolini, occorre il supporto dei più piccoli che sognano di diventare dei super genitori da grandi. Saranno loro ad accudirla, insegnandole a fare i bisogni nell’apposito vasetto e subito dopo a lavare per bene le manine con il sapone. Poi si ricomincia a giocare, magari festeggiando l’ambito traguardo con un balletto propiziatorio. È così che i bambini impareranno ad amare ogni singolo momento trascorso con la loro Baby Alive, rivivendo quegli attimi indimenticabili vissuti in precedenza da mamma e papà quando loro erano ancora in fasce, dalla ninnananna alla favola prima di andare a letto, dalle coccole al solletico.

È l’incredibile interazione a lasciare a bocca aperta, soprattutto con la bambola più realistica di sempre, nome omen: Real as can be. Sarà come cullare e coccolare un vero neonato, pronto a rispondere a qualsiasi stimolo grazie a oltre 80 tra espressioni, versi ed suoni diversi. Basterà un cenno e la bambola girerà il volto verso la direzione da cui proviene la voce, reagendo con uno dei suoi versetti o sbattendo gli occhi. È talmente tanto sensibile agli stimoli da “soffrire” il solletico: basta sfiorarle i piedini per ascoltare la sua dolce risata. Come un vero neonato, adora il suo biberon e dopo la scorpacciata occorre attendere un attimo prima di farla sdraiare nella sua culletta: è in corso la digestione, deve fare il ruttino. E poi arriva l’ora della nanna, ma se si sveglia di colpo in lacrime vuol dire che c’è qualcosa che non va: magari ha solo bisogno del suo ciuccio e di qualche coccola per poi riaddormentarsi.

 

Real as Can be è la Baby Alive “più piccola”, le sue sorelline sono leggermente più cresciutelle, a cominciare dalla super golosa Sweet Baby. Per i bambini giocare con lei sarà divertente e formativo al tempo stesso, perché impareranno ad accudire una sorellina o un fratellino più piccoli di loro, ma con un grande appetito. Preparargli da mangiare sarà un vero spasso, basterà utilizzare il miscelatore in dotazione per unire la pappa in polvere a un po’ d’acqua e il pranzo è servito: con il biberon o con piatto e cucchiaio, Sweet Baby mangerà tutto in un boccone. Insomma, ogni Baby Alive ha le sue caratteristiche e le sue peculiarità, ogni bambola è in grado di regalare ai bambini dei momenti di gioco intensi, profondi, divertenti e formativi che rievocano le stesse sensazioni provate da mamma e papà, lasciando dei piccoli insegnamenti utilissimi per gli anni a venire.

Un po’ come Martina Spaghettina, la sorella maggiore: anche lei, come Sophie, è rigorosamente bilingue e parla sia in italiano, sia in inglese, incentivando l’uso e la comprensione di una lingua straniera già dai primi anni di vita dei bambini. Proprio come fa presagire il suo nome, Martina Spaghettina, con i suoi irresistibili boccoli, ha un grande appetito ed è davvero super ghiotta, la sua passione per la pasta è inequivocabile. Ma è anche una gran chiacchierona ed è capace di dire ben 20 frasi diverse: sfiorandole il pancino, ad esempio, dirà immediatamente se ha fame o meno, così che i piccoli genitori del futuro possano prepararle la sua adorata pietanza. Con la pasta da modellare e la pressa a disposizione, i cuochi in erba potranno dimostrare di esser super abili anche nella preparazione del cibo. Ma attenzione, alla pari di un bimbo reale, dopo mangiato potrebbe aver bisogno di cambiare il pannolino.

Le Baby Alive arrivano da tutto il mondo e, per il 2018 Sophie sarà disponibile in più versioni in base all’etnia di appartenenza: non solo bionde o more, ma anche di colore. Dal 2019 invece tutta la linea sarà disponibile in più etnie includendo anche una versione asiatica; il colore della pelle e dei capelli, il taglio degli occhi e la forma del viso cambieranno in base alla provenienza geografica. Insomma, sono le uniche bambole multietniche, oltre che bilingue. Lo specchio della società moderna. Soprattutto per la rivoluzionaria modalità di gioco “mamma” o “papà: non importa se a giocarci è un maschietto o una femminuccia, né l’uno né l’altra si sentirà a disagio o inopportuno. Il bambino che si divertirà a sognare di accudire la sorellina o il figlio che vorrebbe da grande si sentirà chiamare papà dalla sua Baby Alive, così come una bambina si sentirà chiamare mamma.

Ricordiamoci che il motto di Baby Alive è “Ama Ogni Momento”, ogni momento che passiamo con i nostri bambini, dai capricci agli abbracci, e ogni momento che loro passano con i loro amichetti e con le loro bambole merita di essere amato fino in fondo e quindi prepariamoci a un Natale pieno di amore e di valori positivi con le bambole di Baby Alive!

 

 

Fonte Hasbro.it
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Silvio Petta

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